Un costoso computer

È meraviglioso tt quello che hai scritto…anche se forse non ti importa il mio parere…comunque le parole che hai dedicato a lui sono veramente fantastiche.
Vedrai che i tuoi genitori sono e saranno fieri di te e ti aiuteranno per il resto della vita.
Hanno conosciuto il tuo gran cuore e sono consapevoli di quanto lo avete aiutato e curato.
Sii orgoglioso di te stesso e avrai sempre una luce grande che ti guiderà lassù. Lunedì, il g del funerale è il g della festa del papà anche, …il tuo regalo sarà donargli il paradiso, tt il tuo amore e gli anni della tua vita che gli hai donato curandolo…salutalo con lacrime ma anche un sorriso … come è stato abituato a conoscere il suo piccolo grande figlio
Aggiungo scusa…che ho intuito che ti ha dato anche tanti problemi, dolori…tanti…che nn conosco.. e per questo…tutto quello che hai fatto vale milioni di volte di più.
E rende il tuo cuore veramente speciale.

Così iniziava un messaggio, di quelli che ti scrivono le persone importanti quelle a cui tengo tantissimo.

E’ vero ciò che scrivi amico mio o almeno è vero in parte, ma dentro me, nel mio cuore e ciò che è peggio nella mia testa, caro amico non posso che affermare di non essere d’accordo con le tue parole, non sono d’accordo perché sinceramente, ciò che ho fatto non è assolutamente eroico e tantomeno

“importante” per me, si perché caro amico, in un momento, che in quanto tale dura pochissimo, così importante, così urgente e tragico, chiunque saprebbe apparire migliore di quello che è, chiunque saprebbe apparire “eroe” davanti agli occhi di molti, ma carissimo amico, in realtà ciò che mi logora, ciò che mi fa male non va cercato in questo piccolo frangente di vita, ma affonda le sue radici in un passato, nemmeno tanto remoto, in cui la normalità dello scorrere quotidiano non mi ha permesso di fare cose da veri

“super eroi”, troppe volte la frenesia, o almeno la scusa di essa, del mondo in cui vivo, mi ha fatto dimenticare gesti assai meno ecclatanti di una firma su un documento ospedaliero, tipo il buon giorno alla mattina o una semplice buona notte la sera, troppe volte avevo la scusa di un lavoro da finire o semplicemente

“No!! A me giocare a carte non piace”.

Troppe volte ho addirittura usato il suo stesso nome come motivo di sfogo, di rabbia e di tristezza

“se non c’eri quando avevo bisogno, resta dove eri anche ora che non ho più bisogno di te!”;

vedi caro amico il fatto è che sono un cretino!

Non avevo capito che, di avere “bisogno” di lui non avrei mai finito, non avrei mai smesso e cosa ancora peggiore, non avevo capito che era lui, ora ad avere bisogno di me.

Si perché caro amico, di essere eroi con il mantello e i super poteri sono capaci tutti, ma di essere eroe nel quotidiano, nei piccoli gesti di tutti i giorni ecco li, secondo me, “siete” capaci in pochi.

Bada bene caro amico, non sono pessimista e nemmeno stolto, ho ben chiaro ciò che gli ho dato, ciò che gli ho fatto, ma caro amico mio, a farmi soffrire è quello che avrei potuto fare e non HO voluto dargli.

E ora, sono qui, a suoi piedi, anzi no, ahimè sono ai piedi della sua cassa, in una stanza fredda e quasi buia, sono qui a scrivere sul mio costoso computer, di quante volte “non ho avuto tempo” di fare qualcosa per lui e sai una cosa amico mio?

”Io mi vergogno, di avere trovato oggi e solo oggi il tempo per stare al suo fianco!”